La storia

La storia
Il 10 ottobre 1906 il commerciante svizzero Hermann Hurny, insieme ad altri suoi connazionali, fonda la sezione football dello Sport Club Spezia. L’attività si limitava a sfide contro le formazioni di militari di passaggio. La nascita ufficiale dello Spezia Football Club può essere datata 20 novembre 1911, società costituita con un regolare organigramma che ebbe come primo presidente eletto Francesco Corio; fra i consiglieri, con la carica di tesoriere, risulta esservi anche Alberto Picco. Come calciatore e capitano della squadra, prese parte alla prima amichevole "ufficiale" della squadra, la partita Spezia-Virtus Juventusque Livorno, disputata il 21 gennaio 1912 e terminata con il punteggio di 2-2. Egli fu l'autore del primo gol segnato dallo Spezia. La sua carriera di calciatore fu interrotta dalla chiamata alle armi. Alberto Picco prese parte alla Prima guerra mondiale come sottotenente nel corpo degli Alpini, nel battaglione "Exilles", e morì eroicamente nella conquista del Monte Nero , sulla riva sinistra dell'Isonzo, sopra Caporetto, il 16 giugno 1915, a soli 21 anni. Alberto Picco è considerato, al pari di Cesare Battisti, uno tra i più famosi e gloriosi alpini, insignito di medaglia d'argento "motu proprio" dal Re Vittorio Emanuele III di Savoia, dopo che, in soli venti giorni di guerra, aveva già ricevuto due medaglie di bronzo.
Nel 1919 lo Spezia si iscrive per la prima volta al Campionato della Federazione, vincendo il Campionato di Promozione, ed accedendo così alla Prima Divisione. 
Lo stadio viene fornito di un’elegante e capace tribuna in legno in pieno stile british; in quel campionato lo Spezia giunge, ad un onorevole terzo posto con 18 punti, alle spalle di Andrea Doria e Genoa. In onore della Pro Vercelli, grandissima squadra dell’epoca, il colore ufficiale delle divise passa dal celeste al bianco di maglia con  pantaloncini e calzettoni neri.
In occasione della sfida di campionato tra Spezia e Genoa del Campionato 1922-23, in seguito ai violenti scontri tra i tifosi, lo stadio Alberto Picco viene squalificato per un anno. Quello stesso anno, sul campo neutro di Casal Monferrato, lo Spezia batte 1 – 0 la Juventus. Nel ’25 arriva la prima retrocessione in Seconda Divisione; un grande Checco Caiti li riporta in Prima Divisione l’anno successivo. Nel campionato di I Divisione Girone A 1928-29, gli aquilotti (definizione coniata da un giornalista nel 1913) conquistano il diritto a partecipare alla costituenda Serie B; al termine di quella stagione lo Spezia batte in finale il Parma e conquista il titolo di Campione italiano di Prima Divisione.
  • Anni trenta
    Anni trenta
    In seguito alle riforme attuate per la composizione dei campionati e nel 1934-35 lo Spezia viene retrocesso in Serie C, insieme a metà delle squadre della serie cadetta. Nella stagione1935-36 gli aquilotti, disputano un ottimo campionato che diventa un serrato testa a testa con la Sanremese: il torneo si conclude con ricorsi, penalizzazioni e proteste, ma alla fine è lo Spezia a ritornare in Serie B. Nel 1936 lo Spezia assume la nuova denominazione di A.C. Spezia; nel 1938-39 arriva una nuova relegazione in Serie C e nuovamente lo Spezia, fresco di retrocessione, riesce a vincere il campionato piazzandosi davanti al Forlì ma per accedere alla Serie B è necessario superare Reggiana, Savona e Taranto, ovvero anche le vincitrici degli altri gironi della Serie C. 
    Negli spareggi lo Spezia viene eliminato a causa della peggiore differenza reti, ma la promozione in Serie B arriva ugualmente grazie all'esclusione del Palermo per motivi economici.
  • Anni quaranta
    Anni quaranta
    All'inizio del decennio arrivano in maglia bianca Costanzo e Costa, due giocatori destinati a rimanere nella storia della società per le tante reti segnate insieme con Castigliano. Nel 1940-41 lo Spezia ottiene in Serie B una preziosa salvezza, ed ancora più positiva è la stagione successiva, quella del 1941-42, in cui la squadra esprime un ottimo gioco e si piazza al sesto posto in classifica.
    Nel campionato 1942-43 arriva sulla panchina dello Spezia Ottavio Barbieri; quella è la famosa squadra delle "cinque C": Coltella, Carapellese, Costanzo, Castigliano e Costa, che chiude nuovamente in sesta posizione; si arriva così allo storico campionato del 1943-44.
  • Lo "Scudetto" del 1944
    Lo
    Mentre infuria la Seconda guerra mondiale, con l'Italia divisa dalla “linea gotica”, la Federcalcio sposta la propria sede a Milano ed organizza un "Campionato di divisione nazionale misto"; il torneo viene diviso in gironi zonali, organizzati in tre fasi regionali e le vincitrici vanno in finale per l'assegnazione del titolo di Campione d'Italia; lo Spezia viene incluso nel girone D del settore emiliano. La società aquilotta si trova all’epoca in grave crisi a livello dirigenziale: il presidente Perioli era stato catturato ed inviato nei campi di concentramento in Germania; Semorile, l'unico rimasto, decide di contattare il comandante dei Vigili del Fuoco di La Spezia, l'ing. Gandino, per allestire una squadra in grado di affrontare il Campionato Alta Italia. L'accordo prevede l'impegno scritto di restituire tutti i giocatori allo Spezia al termine del conflitto; in tal modo si riesce ad evitare che i calciatori dello Spezia adempiano all’obbligo del servizio militare.  La squadra assume quindi la nuova denominazione “VV.F. Spezia”, e come allenatore viene ingaggiato Ottavio Barbieri, già tricolore con la maglia del Genoa e giocatore della Nazional; molti dei successi arrivano grazie al rivoluzionario "mezzo-sistema" introdotto da Barbieri (con  l'introduzione del "libero"). 
    Affrontando le trasferte su una vecchia autobotte modificata per trasportare la squadra e sempre sotto il rischio dei bombardamenti, i “VV.F. Spezia” vincono il proprio girone con 13 punti, davanti alle squadre di Suzzara, Fidenza, Parma e Busseto. Nel girone B di semifinale, la squadra stravince su Carpi, Suzzara e Modena e lo Spezia viene incluso in un gruppo di quattro squadre per la qualificazione al girone finale: di queste, tuttavia, gli aquilotti si trovano di fronte al solo Bologna, a causa delle rinunce di Montecatini e Lucchese. Nella gara di andata, a Bologna, lo Spezia passa in vantaggio grazie ad un gol viziato forse da un fuorigioco. Le proteste dei locali portano alla sospensione della gara, con vittoria a tavolino dello Spezia per 0 – 2 e felsinei che disertano la gara di ritorno. Gli aquilotti approdano così al girone finale insieme con Venezia e Torino, il Grande Torino di Vittorio Pozzo, campione d’Italia in carica.
    Il 9 luglio 1944 iniziano le finali: il pareggio tra Spezia e Venezia per 1-1 sembra spianare la strada al Torino per la riconquista del titolo; una settimana dopo, il 16 luglio, lo Spezia batte invece i favoritissimi Granata per 2 – 1, con doppietta di Angelini intervallata dal momentaneo pareggio di Piola, sovvertendo qualsiasi pronostico. La partita viene disputata in un’ Arena di Milano semideserta per il timore di rastrellamenti da parte dei tedeschi. La squadra ligure dei VV.F. si schiera in campo con questa formazione: Bani, Borrini, Amenta, Gramaglia, Persia, Scarpato, Tommaseo, Rostagno, Costa, Tori, Angelini. Il 20 luglio il Torino travolge infine il Venezia per 5-2 decretando la vittoria della formazione spezzina. Il giorno 17 luglio, proprio dopo la vittoria dello Spezia che esclude di fatto il Torino dalla corsa per il titolo, la Federcalcio emana un comunicato in cui dichiara, in contraddizione con quanto predisposto all'inizio di quel torneo, che alla squadra prima classificata sarebbe stata assegnata la “Coppa Federale del campionato di guerra” e non il regolare scudetto. L'8 agosto, a campionato finito, un ulteriore comunicato della Federcalcio dichiara che il titolo di campione d'Italia sarebbe rimasto al Torino (detentore del titolo) e al 42° Vigili del Fuoco della Spezia sarebbe stata assegnata la Coppa Federale .
    Il riconoscimento del titolo sportivo onorifico per la vittoria del campionato 1943-44 da parte della FIGC è però arrivato solo il 22 gennaio 2002 grazie all'opera di giornalisti ed autorità locali; il simbolo dell'impresa di quegli uomini, eroi dentro e fuori dal campo, illumina oggi le maglie delle aquile.
  • Gli anni del dopoguerra
    Gli anni del dopoguerra
    Al termine della guerra, la situazione dello Spezia è assai difficile. La città ha subito gravissimi danni ed anche la società aquilotta attraversa un serio momento di crisi. In virtù dei campionati disputati in Serie B negli anni precedenti e, soprattutto, dello scudetto appena conquistato, lo Spezia chiede l'ammissione alla nuova Serie A. La richiesta viene rifiutata e la società, sia per protesta sia a causa dei problemi del momento, prende parte al campionato di Prima divisione ligure nel girone A.
    L'anno successivo la Federazione, in contraddizione con l'atteggiamento tenuto in precedenza, riammette lo Spezia nella serie cadetta; il campionato 1946-47 si conclude con un brillantissimo terzo posto.
    Nel 1947-48 il quarto posto in campionato consente allo Spezia di accedere alla Serie B a girone unico; nel 1948-49 è invece necessario uno spareggio a Milano contro il Parma per riuscire ad ottenere la salvezza. L'anno successivo offre un bel sesto posto in classifica, prima della discesa che comincerà negli anni cinquanta.
  • Anni cinquanta
    Gli anni cinquanta costituiscono per lo Spezia uno dei periodi peggiori che la squadra abbia mai conosciuto sin dai giorni della sua fondazione. Nel 1950-51 infatti lo Spezia abbandona dopo dieci anni la Serie B, categoria che non rivedrà più per oltre mezzo secolo. Alla retrocessione dal campionato cadetto seguono a ruota altre due retrocessioni consecutive. Lo Spezia sprofonda così in Promozione Regionale; gli aquilotti sono costretti a giocare contro le compagini rionali cittadine e raccolgono solo un misero quarto posto: è il momento più buio della storia societaria.
    Per uscire da questa situazione lo Spezia effettua una fusione con l'Arsenalspezia, squadra che milita nella categoria superiore (IV Serie): la nuova società prende il nome di A.C. Spezia-Arsenal, ed il celeste entra a far parte dei colori sociali; la società può quindi ripartire dalla IV Serie. Nel 1955 si ritorna alla denominazione F.B.C. Spezia 1906 ed anche i colori tornano ad essere quelli tradizionali. Nella stagione 1956-57 lo Spezia ottiene un terzo posto in classifica che consente l'accesso alla "IV Serie I Serie", un campionato di Eccellenza Interregionale costituito su tre gironi, istituito in via eccezionale allo scopo di agevolare l'allargamento della Serie C da uno a tre gironi.
    Nel 1957-58 gli aquilotti riescono finalmente a vincere il campionato arrivando primi nel loro girone di Eccellenza Interregionale di IV Serie, e conquistano anche il titolo di Campioni d'Italia di IV Serie a pari merito con OZO Mantova e Cosenza. Lo Spezia ritorna così in Serie C, dove colleziona subito un terzo ed un sesto posto.
  • Anni sessanta
    Anni sessanta
    Nel 1960 continua la crisi in cui si trova il vertice societario già da un anno, vengono ceduti alcuni pezzi pregiati della squadra ma il "Picco" è ancora un terreno difficile da espugnare e lo Spezia riesce a classificarsi settimo nel campionato del 1960-61. L'anno successivo la situazione della società si fa ancora più tragica, mancano addirittura i soldi per l'iscrizione al campionato; la Lega ammette ugualmente lo Spezia al torneo imponendo la nomina di un Commissario per il controllo della contabilità. La squadra viene allestita alla meno peggio ed il campionato 1961-62 si conclude inevitabilmente con la retrocessione in Serie D. Con un pizzico di fortuna in più la salvezza sarebbe stata raggiungibile: l'ultima partita di campionato a Rimini viene sospesa per 30 minuti a causa dell'arrivo nello stadio, in anticipo sulla tabella di marcia, del Giro d'Italia, proprio quando lo Spezia stava per giungere al pareggio e raccogliere il punto indispensabile per raggiungere in classifica il Grosseto.
    La Serie D ospita gli aquilotti per ben quattro campionati; nel 1963-64 la promozione sembra a portata di mano, ma a due giornate dal termine la bruciante sconfitta per 4-0 sul terreno della diretta concorrente Massese è fatale allo Spezia, che chiude al terzo posto. Il salto di categoria arriva finalmente nella stagione 1965-66, allorquando il presidente Menicagli allestisce un'ottima squadra per la categoria con giocatori del calibro di Bonvicini, Pederiva, Sonetti, Convalle, Castellazzi e soprattutto Vallongo. La promozione in Serie C arriva grazie alla penalizzazione inflitta al Viareggio, al quale la CAF toglie tre punti per illecito sportivo; lo Spezia è così primo il classifica.
    Al ritorno in Serie C gli aquilotti sfiorano per due volte la promozione in Serie B, classificandosi terzi, alle spalle di Perugia e Maceratese, nel 1966-67 e secondi nel 1967-68 dietro al Cesena, che pure era stato sconfitto al "Picco" e sembrava poter essere facilmente recuperato nelle ultime giornate.
  • Anni settanta
    La prima metà degli anni settanta vede lo Spezia protagonista di una lunga serie di campionati di centro classifica; poche sono le novità nel parco giocatori: uomini come S.Motto, F.Bonanni, G.Memo, U.Franceschi, D.Giulietti, S.Lo Monaco, A.Biloni e F.Rollandi vestono la maglia bianca per molti anni consecutivi e gli unici scontri di interesse per il pubblico diventano i classici derbies con le squadre toscane ed emiliane.
    Nel 1976-77 lo Spezia ottiene un ottimo terzo posto; in panchina troviamo Nedo Sonetti assistito dal suo secondo Franco Scoglio. Anche la stagione 1977-78 è degna di nota, poiché gli aquilotti, guidati da Scoglio mentre Sonetti partecipa ad un corso tecnico a Coverciano, ottengono un sesto posto che consente di accedere alla costituenda Serie C1. La squadra non si rivela all’altezza delle concorrenti e retrocede in Serie C2; basta un anno e, grazie alla penalizzazione inflitta alla Rondinella per illecito sportivo, si torna in Serie C1; l'attaccante aquilotto Massimo Barbuti è il capocannoniere del girone con 23 reti.
  • Anni ottanta
    Anni ottanta
    Nella stagione 1980-81, nonostante il bomber Barbuti si confermi ancora capocannoniere con 17 reti all'attivo, arriva la retrocessione in Serie C2 e nel 1982-83 addirittura la retrocessione nel campionato Interregionale, anche se lo Spezia viene ripescato in C2 grazie alla rinuncia del Banco Roma. Nelle due stagioni successive arrivano altre due salvezze assai faticose, talvolta con l'aiuto della differenza reti nella classifica avulsa.
    La stagione 1985-86 la squadra viene affidata all'allenatore spezzino Sergio Carpanesi e arrivano dei giocatori indimenticabili come Borgo, Ferretti, Telesio, Brilli e Pillon. Succede tuttavia un fatto inaspettato: il presidente Pietro Rossetto, viene arrestato e la società scivola in gravi difficoltà finanziarie fino addirittura ad arrivare al fallimento.
    Il sodalizio cambia nome da F.B.C. Spezia 1906 ad A.C. Spezia. A questo punto i giocatori, oramai senza stipendio e teoricamente liberi di andare via, danno una grande prova di attaccamento alla maglia, riuscendo addirittura a conseguire un secondo posto che vale la promozione in Serie C1. Epica è l'ultima partita di campionato contro la Pistoiese, giocata tra le mura amiche con il sostegno di oltre 12.000 tifosi. Dopo il ritorno nella categoria superiore lo Spezia riesce a conquistare per due volte la salvezza, tornando a disputare campionati entusiasmanti che infiammano la tifoseria; da ricordare in quegli anni la sfida in Coppa Italia con il Napoli di Diego Armando Maradona.
    È nella stagione 1988-89, la squadra di Ceccaroni, Mariano, Spalletti, del bomber Tacchi e del portiere Rollandi, sfiora la Serie B; a poche giornate dalla fine la promozione sembra ormai cosa fatta, ma i risultati delle ultime partite ed una rosa forse un po' troppo ridotta costringono gli aquilotti a giocarsi tutto all'ultima giornata sul campo della Lucchese. La squadra toscana, storica rivale degli aquilotti e guidata da Corrado Orrico, è ormai salva e non ha più nulla da chiedere al campionato ma disputa ugualmente una partita irresistibile e riesce a sconfiggere lo Spezia per 3-1, gettando nello sconforto i cinquemila tifosi che avevano seguito la squadra al Porta Elisa. Il campionato successivo comincia con l'onorevole sconfitta in Coppa Italia contro l'Inter campione d'Italia, ma la squadra non è in grado di ripetere il grande campionato dell'anno precedente.
  • Anni novanta
    Anni novanta
    La grande delusione per la Serie B sfuggita nell'88-89 non è ancora stata digerita dall'ambiente calcistico spezzino; alla squadra non vengono assicurati i rinforzi necessari e così, dopo qualche campionato concluso a metà classifica, ricominciano i problemi ed i rischi di retrocessione. La stagione 1992-93 è assai critica con la retrocessione evitata solo grazie alla disastrosa stagione dell'AC Siena e del Carpi, che occupano le ultime due posizioni in classifica, e alla radiazione dell'Associazione Calcio Arezzo. Non va meglio nel 1993-94: gli aquilotti vengono sconfitti ai play-out dalla Massese. Anche stavolta per fortuna gli spezzini rimangono in Serie C1 grazie ad un ripescaggio.
    Dopo il buon campionato del 1994-95, nella stagione 1995-96 lo Spezia, reduce da un fallimento societario che portò alla creazione dello Spezia Calcio 1906 che riuscì a evitare la radiazione, è di nuovo costretto ai play-out per ottenere la salvezza, questa volta vinti a spese della Pro Sesto. Tuttavia nel 1996-97 dopo una stagione disastrosa lo Spezia si piazza all'ultimo posto in classifica e questa volta la retrocessione è inevitabile.
    Al presidente Blengino succede Polotti, ed in società arriva l'ex-capitano Sergio Borgo che riesce ad organizzare un buon gruppo per affrontare la Serie C2. La tifoseria è ormai sfiduciata dopo tanti anni di campionati deludenti, ma la nuova squadra riesce a conquistarsi con il passare del tempo la simpatia del pubblico e ad ottenere un insperato quinto posto che consente l'accesso ai play-off. In semifinale lo Spezia elimina il favoritissimo Rimini grazie ad un gol segnato nei tempi supplementari, ma in finale è costretto ad arrendersi all'Arezzo di Serse Cosmi. Anche nella stagione successiva (1998-99), accompagnata da problemi di ordine pubblico in occasione di alcune partite, lo Spezia si piazza nuovamente al quinto posto, ma questa volta ai play-off è beffato in semifinale, nei minuti di recupero, dall'Albinoleffe.
    La squadra preparata per il campionato 1999-2000 dai nuovi proprietari milanesi, Rocci, Trevisan, Viganò e Zanoli, è di primissima fascia: ritorna il beniamino dei tifosi Roberto Chiappara, e vengono acquistati Bordin, Coti, Melucci, De Vincenzo e Carlet; come allenatore viene scelto l’emergente Andrea Mandorlini, che porta con se una filosofia di gioco votata all’attacco. L'unica squadra a reggere il passo dello Spezia sembra essere l'Alessandria, ma nel girone di ritorno la marcia degli aquilotti si trasforma in una cavalcata trionfale: il campionato viene vinto con 76 punti e nessuna sconfitta, record assoluto per la categoria; i bomber sono Zaniolo e Carlet con 13 reti a testa. A fine stagione viene addirittura sconfitto per 4-1 in amichevole il Milan Campione d'Italia uscente.
  • Gli inizi del nuovo millennio
    Gli inizi del nuovo millennio
    Lo Spezia, neopromosso in Serie C1, si dimostra subito una squadra protagonista del campionato, anche grazie all’arrivo di giovani promesse come Budel e Zaccardo, che vanno a completare una rosa già molto competitiva. Nella stagione 2000-01 gli aquilotti partono bene e battono squadre blasonate come Pisa e Livorno, ma nell'arco del campionato arrivano alcune battute d'arresto e le corazzate Modena e Como si dimostrano troppo forti per essere raggiunte. Lo Spezia riesce comunque a piazzarsi quinto ed a partecipare ai play-off, dai quali viene però eliminato dallo stesso Como.
    L'annata successiva, quella del 2001-02, è una delle più belle ed emozionanti nella storia dello Spezia anche se non si conclude con quella che sarebbe stata una meritata promozione in Serie B. Gli aquilotti infatti rinforzano ulteriormente la rosa con giocatori del calibro di Pisano, Buso e Caverzan e disputano un campionato di vertice che si risolve in un testa a testa con il Livorno. Epiche sono le vittorie, sia in casa che in trasferta, con tutte le squadre rivali storiche degli aquilotti. Tuttavia alla fine sono i toscani a spuntarla per un solo punto di differenza (non mancano le polemiche a distanza per l'esito della partita decisiva Treviso-Livorno) e lo Spezia, sfiancato dal lungo duello a distanza con gli amaranto, è clamorosamente eliminato ai play-off dalla più brillante Triestina. La delusione si ripercuote ancora sui campionati successivi e lo Spezia non riesce a raggiungere i play-off negli anni successivi. Con Mandorlini al Vicenza, anche l'imprenditore Zanoli è lasciato solo dai suoi soci e solamente l'ingresso dell'Inter di Massimo Moratti (rappresentato da Ernesto Paolillo) nella società salva le casse societarie da una possibile bancarotta. Sulla panchina aquilotta si alternano diversi allenatori ma l'unica concreta soddisfazione che arriva in queste stagioni è la conquista, nel 2005, della Coppa Italia Serie C.
  • Il ritorno Serie B
    Il ritorno Serie B
    Rimane invece memorabile la stagione 2005-06: lo Spezia vince il campionato di Serie C1 e ritorna in B dopo 55 anni. Con Guidetti e Varricchio implacabili goleador, Alessi nel ruolo di suggeritore, Grieco in quello di capitano e ancora Addona, Bianchi, Bruccini, Ciarcià, Fusco, Giuliano, Gorzegno, Guariniello, Locatelli, Maltagliati, Padoin, Paruta, Pelati, Pessotto, Ponzo, Rotoli, Rubini, Saverino, i bianchi raggiungono la certezza matematica della promozione il 1° maggio 2006, nella trasferta di Padova, con oltre quattromila tifosi al seguito. Al termine della stagione lo Spezia, capolista con 63 punti, stacca il Genoa, secondo in graduatoria, di ben sette lunghezze in classifica. Oltre alla promozione, fra gli indelebili ricordi di questa stagione rimangono la prima vittoria nella storia contro il Genoa, e la conquista della Supercoppa di Lega Serie C1 a spese del Napoli, primo classificato nel Girone B.
    Nella stagione successiva, all'esordio nella serie cadetta, nel girone di andata lo Spezia si mantiene sempre al di fuori della zona retrocessione realizzando, fra alti e bassi, anche due grandi imprese: prima vittoria in quel di Marassi contro il Genoa (1-2) e vittoria solo sfiorata in casa contro la Juventus (1-1). Nel girone di ritorno alcune sconfitte con le dirette concorrenti ed i numerosi scivoloni subiti tra le mura amiche costringono gli aquilotti a lottare per la salvezza fino all'ultima giornata di campionato, nella quale la squadra evita la retrocessione diretta ottenendo un'altra storica vittoria (2-3) allo stadio Olimpico di Torino contro la Juventus. « Padoin!!!, Padoin!!!, Padoin!!!, con una gamba sola al novantesimo!!!, con una gamba sola al novantesimo!!! », così Fabio Caressa ai microfoni di Sky commentava lo storico risultato ottenuto dai liguri allo scadere. I torinesi non perdevano in casa dal lontano aprile 2005 e, grazie a questo risultato, lo Spezia conserva il primato di non essere mai stato sconfitto dalla Juventus in partite ufficiali.
    Ma non è finita; con la vittoria di Torino lo Spezia agguanta i play-out: dovrà affrontare l’Hellas Verona. Nella gara di andata allo stadio Picco, dopo essere passati in svantaggio, gli aquilotti si impongono per 2-1 grazie ai goal di Saverino e Do Prado. Il match di ritorno termina invece a reti inviolate, decretando così la salvezza dello Spezia e la retrocessione in Serie C1 della squadra scaligera.
  • La retrocessione ed il fallimento
    La stagione 2007-08 comincia sotto i peggiori auspici: eliminazione al primo turno della Coppa Italia (sconfitta per 2-0 ad opera del Piacenza sul neutro di Fiorenzuola) e penalizzazione di 1 punto in classifica da parte della Co.Vi.Soc. per il ritardo nella presentazione di documenti contabili.
    Con il passare dei mesi, diventa sempre più grave anche la crisi economica nella quale si trova la società aquilotta, guidata da Giuseppe Ruggieri. Tale situazione si palesa nel mese di gennaio 2008, allorquando il presidente Ruggieri cede provvisoriamente la presidenza nelle mani della sua collaboratrice Cristina Cappelluti, incaricata di traghettare la squadra verso nuovi acquirenti.
    Anche la fase di calciomercato di gennaio è profondamente condizionata dalle problematiche economiche; la rosa viene praticamente rivoluzionata allo scopo di ridurre il tetto-ingaggi, e lasciano la squadra buona parte dei migliori giocatori. Diretta conseguenza di queste manovre è il progressivo ed inesorabile peggioramento della situazione in classifica degli aquilotti.
    Nei mesi di febbraio e marzo, il mancato pagamento degli stipendi arretrati e l'accumularsi di debiti portano la società sull'orlo del fallimento, e la città decide pertanto di mobilitarsi su iniziativa popolare per tentare di salvare la società aquilotta. Viene velocemente costituita la società "Lo Spezia Siamo Noi srl", che raccoglie contributi economici da tifosi, sportivi e sponsorizzazioni da alcune realtà economiche della Provincia.
    Questa neonata società a marzo rileva il 70% delle quote societarie e diventa azionista di maggioranza, realizzando così in Italia il primo caso di società di calcio gestita dagli stessi tifosi.
    Il rimanente 20% delle quote resta di proprietà dell'imprenditore parmigiano Andrea Ermelli, e il 10% dell'Internazionale. Il 30.04.08 l'incarico di presidente passa a Roberto Quber, avvocato spezzino; lo sarà fino al 20.05.08, quando a succedergli è Attilio Garbini.
    Il 25 maggio la sconfitta subita a Pisa alla penultima giornata di campionato condanna la squadra alla matematica retrocessione in Serie C1. Nei mesi di giugno e luglio, dopo varie trattative, l'associazione popolare "Lo Spezia Siamo Noi", nonostante la mediazione del Sindaco e del socio di minoranza Massimo Moratti, non trova nessun nuovo investitore in grado di rilevare la squadra e coprire gli ingenti debiti ereditati dalla precedente gestione e garantire l'iscrizione al campionato di Lega Pro Prima Divisione, pertanto il club si avvia alla liquidazione.
  • La rifondazione in Serie D
    La rifondazione in Serie D
    Dopo che il 29 luglio '08, la vecchia società viene messa in liquidazione, il 02 agosto 2008, allo scopo di garantire una continuità alla tradizione calcistica della città della Spezia, nasce l’Associazione Sportiva Dilettantistica Spezia Calcio 2008. Nella fase costitutiva l'associazione è presieduta dal Sindaco della città Massimo Federici, ha come vice-Presidente il vice-Sindaco Maurizio Graziano e vede come soci-fondatori quattro consiglieri comunali di differente collocazione politica, in perfetto stile bi-partisan: Giacomo Gatti, Vice Presidente del Consiglio Comunale ed esponente di AN-PDL, Paolo Asti, Capogruppo di Forza Italia, Giulio Guerri, PD, Presidente della Commissione Sport del Comune e Massimo Lombardi, rappresentante di Rifondazione Comunista. Fra i primi atti della nuova società vi è la richiesta di affiliazione alla Lega Nazionale Dilettanti, supportata dai meriti sportivi idealmente ereditati della precedente società e dal bacino di utenza della tifoseria. 
    Il 12 agosto 2008, dopo la trasformazione in srl, lo Spezia Calcio 2008 viene acquistato da Gabriele Volpi, già noto nell'ambiente sportivo in quanto patron della Pro Recco, una delle più importanti squadre di pallanuoto del panorama mondiale. Amministratore Unico è nominato Aldo Jacopetti, già Responsabile del Settore Giovanile della Sampdoria, vincitrice, con la formazione primavera, dello scudetto e della Coppa Italia nella stagione 2007/08. Per il ruolo di tecnico viene scelto l'ex giocatore sampdoriano Marco Rossi, già allenatore in Serie C1 con Lumezzane e Pro Patria. Il 22 agosto arriva la decisione ufficiale: lo Spezia è ammesso al campionato di Serie D, Girone A. 
    Nella cerimonia di presentazione alla città, Volpi e Jacopetti illustrano il programma: 5 anni per ritornare in Prima Divisione. Il 25 settembre '08 viene riacquistato il marchio dallo Spezia Calcio 1906. Nel corso della stagione, l’attaccamento alla maglia della gente di Spezia, l’amore per questi colori, la propensione del Presidente per le vittorie, danno una forte accelerata: si punta subito al ritorno nei professionisti come d’altronde dimostra la campagna acquisti portata avanti dall'Amm. Unico Jacopetti con il Ds Osvaldo Olivari. Vengono acquistati giocatori dalle categorie professionistiche a cui si affiancano alcuni giovani promettenti del vecchio settore giovanile bianco. La partenza dello Spezia è arrembante: 1-0 in casa del Savona e vittoria per 2-0 in notturna contro l'Albese davanti a più di 4000 spettatori, dato assolutamente fuori dagli standard della Serie D; il preseguo del campionato invece, si rileva più difficile del previsto, anche per la presenza di una inarrestabile Biellese. Nella finestra di mercato la squadra viene ulteriormente rinforzata con gli innesti di Capuano e Lazzaro, provenienza Rivoli, e di Ondrej Herzan, centrocampista ceco, già nelle fila dello Spezia in Serie B. Nonostante l'ottimo cammino dei bianchi, che chiudono la stagione con 78 punti, è la Biallese, con 82 punti, a vincere il girone, costringendo le Aquile ai Play Off; il cammino degli uomini di mister Rossi, dopo aver eliminato Albese e Casale, si interrompe nella fase a gironi nazionali: dopo aver strapazzato il Fano per 3-0 al Picco, ai bianchi basta un pari sull'insidioso campo in sintetico di Massaquano, in casa del Vico Equense, per il passaggio del turno. In una giornata caldissima, con al seguito più di 200 tifosi giunti dalla Liguria, lo Spezia si scioglie sotto i colpi degli avversavi che si impongono per 2-0, strappando il passagio del turno (la formazione campana arriverà sino alla finale, dove sarà sconfitta dalla Nocerina). Non bastasse, oltre al danno, per i bianchi c'è anche la beffa: la Biellese, autentica dominatrice del campionato, annuncia che non intende iscriversi al torneo di Seconda Divisione. L' estate è infuocata, tra ricorsi, fideiussioni e domande di ripescaggio, lo Spezia Calcio, ottiene, il 30 luglio del 2009, l'ammissione alla Seconda Divisione come ripescata.
  • Il volo delle Aquile: dal ripescaggio al ritorno in Prima Divisione
    Il volo delle Aquile: dal ripescaggio al ritorno in Prima Divisione
    La notizia arriva il 30 luglio '09: lo Spezia è tra le ripescate in Seconda Divisione; dopo l'anno di purgatorio in Serie D, arriva il meritato premio. Quando arriva la notizia, la squadra è già da una decina di giorni nel ritiro di Chatillon; al posto di comando c'è l'ex doriano Attilio Lombardo, felice di accettare la sfida Spezia, senza neppure conoscere la categoria nel quale confrontarsi. Il DS Massimo Varini, certo del ripescaggio, comincia a mettere insieme i tasselli per formare una squadra vincente, in conformità con i programmi societari e con le volontà del Presidente Gabriele Volpi. 
    Dagli alti e bassi iniziali, dalle difficoltà di un gruppo tutto nuovo, dagli innumerevoli infortuni, alle dimissioni del tecnico campano, fino all'arrivo del tecnico molisano, ex Foggia e Venezia, Salvo Fulvio D'Adderio; sguardo deciso, pensieri chiari ed una ricetta semplice quanto efficace: lavoro, lavoro, lavoro. A Pavia, dopo 3 sconfitte di fila, le Aquile toccano il punto più basso della stagione arrivando ad un solo punto dalla zona play-out, ma quando tocchi il fondo, l'unica cosa che puoi fare è risalire e quella delle Aquile è una risalita tanto veloce, quanto convincente: 17 punti in 7 partite, oro in un girone che fa fatica a trovare la sua regina. Con la vittoria di Sesto San Giovanni lo Spezia è in testa insieme con Legnano, Rodengo Saiano e Sudtirol; alla 27° giornata sono 3 i punti di vantaggio dei bianchi sulle dirette inseguitrici; poi qualcosa si inceppa: infortuni, episodi sfotunati e un momento di appannamento degli uomini di D'Adderio fanno si che il Sudtirol riesca a tornare primo, con un punto di vantaggio sullo Spezia. La sfida del "Druso" tra Sudtirol e Spezia, alla 32° giornata, potrebbe rivoluzionare nuovamente la classifica, ma lo 0-0 finale lascia la situazione invariata (Aprea para un rigore a Scavone nel finale); alla penultima giornata, le Aquile battono in casa il mai domo Alghero, in una partita epica che non sarà ricordata per il gioco, ma per l'agonismo esasperato in campo; i bianchi sperano nel nuovo sorpasso, ma la grande impresa degli altoatesini, capaci di battere il Pavia al "Fortunati", rimanda i verdetti all'ultima giornata. Lo Spezia gioca a Salò una grande partita, andando sopra di 2 reti e rimanendo virtualmente campione per 34 minuti: tanto passa infatti tra il vantaggio messo a segno da Alessandro Cesarini e la rete di Marchi, rete che cosegna al Sudtirol di mister Sebastiani, la promozione diretta in Prima Divisione. 
    Ai bianchi non rimane altro che giocarsi tutto ai Play Off: l'avversario è di quelli che crea non poche preoccupazioni; il Pavia è, a detta di molti, la squadra che gioca il miglior calcio del Girone A e in stagione vanta una vittoria ed un pareggio contro lo Spezia. Ma D'Adderio ed i suoi uomini non si scompongono: giocano al "Fortunati" una gara di altissimo livello, riuscendo a portare a casa la vittoria, grazie ad una rete di Elia Chianese; nella gara di ritorno, gli azzuri ci provano, ma è ancora Chianese a costringere Fogacci all'autorete, mandando lo Spezia in finale. La partita d'andata della finale Play Off, tra Spezia e Legnano, si gioca sul neutro di Lecco per indisponibilità dell'impianto "Mari" di Legnano. I bianchi dominano nel possesso palla, colpiscono una traversa in avvio con Lollo e, in apertura di ripresa, passano in vantaggio con una straordinaria rete di Alessandro Cesarini, di certo il gol più bello della stagione. Ma non hanno fatto i conti con l'orgoglio dei "lilla" capaci, nei 15 minuti finali, di ribaltare il risultato grazie ai gol di D'Onofrio e Pontarollo. Lo Spezia si gioca tutto nella partita di ritorno, quella del "Picco", il covo delle Aquile: trascinati da una folla vestita di bianco che si muove e canta all'unisono, gli aquilotti giocano una partita tosta, da squadra vera, ma alla fine dei primi 45 minuti, il risultato è ancora fermo sullo 0-0, ma i lombardi sono in 10 per l'espulsione di Bisso. Al rientro in campo lo Spezia parte deciso ad affondare il colpo: al 67' Cesarini tocca in profondità per Herzan, in tre chiudono su di lui, ma in maniera troppo energica: fallo e rigore per lo Spezia. Sul dischetto va il bomber di Follo, Alessandro Cesarini: palla in rete e pubblico in festa. E la festa diventa delirio quando, al 79' Herzan trova lo spazio per servire in area ancora Cesarini, che, con un colpo da biliardo di esterno destro, batte per la seconda volta Furlan e spedisce lo Spezia in Prima Divisione. Gioia, canti, balli, lacrime....il popolo bianco si riversa in Piazza Europa per festeggiare: dopo due anni dal fallimento, lo Spezia è tornato dove gli compete ed ora lancia la sfida alla nuova categoria. Per la nuova stagione in Prima Divisione, lo Spezia conferma tecnico e gran parte della rosa della promozione, ma i risultati iniziali, nonostante alcune buone prove di carattere, portano alla sostituizione di mister D'Adderio dopo appena cinque giornate; al suo posto arriva l'ex Ascoli Alessandro Pane. La squadra viene rinforzata con gli ingaggi di nomi importanti quali Ighli Vannucchi e Luca Saudati e otto risultati utili consecutivi portano i bianchi alle soglie della zone play-off; a gennaio si tenta il tutto per tutto per provare la promozione: vengono ingaggiati Basso, Bianchi, Buzzegoli, Fiorillo e Musetti A Sorrento è attesa la prova di maturità, ma le Aquile vengono battute sul sintetico dell'impianto campano 'Italia' e cominciano una lenta, ma inesorabile discesa verso le zone calde. Il ritiro dal calcio giocato di Luca Saudati agli inizi di febbraio, non aiuta di certo. Il 13 marzo, lo Spezia affronta in casa le Cremonese: nonostante il vantaggio iniziale e la superiorità numerica, arriva la beffa nei minuti di recupero che sancisce la prima ed unica sconfitta interna della stagione. Il Presidente Volpi in persona rivoluziona in toto l'area tecnica aquilotta, richiamando alla guida della Prima Squadra Salvo Fulvio D'Adderio, con l'obiettivo di centrare la salvezza. Il tecnico di San Martino in Pensilis raccoglie con entusiasmo la sfida e, centrata la permanenza matematica in terza serie vincendo sul difficile campo di Pagani, sfiorerà l'impresa dei play-off nell'ultima giornata di campionato a Lumezzane. Lo Spezia chiuderà la stagione al sesto posto, quello valido per l'accesso alla Coppa Italia. Ma le vere soddisfazioni dell'anno arrivano dalle giovanili: le tre formazioni nazionali, 'Berretti', 'Allievi' e 'Giovanissimi' raggiungono le fasi nazionali nei tre campionati di competenza. In particolare la formazione 'Berretti', allenata da Pietro Fusco, indimenticato capitano aquilotto, al suo esordio da mister in prima, si rende protagonista di una stagione assolutamente fantastica, centrando l'accesso alle Final Four scudetto, in programma dal 3 al 5 giugno a Bassano del Grappa.
  • Serie B, Coppa Italia e Supercoppa Italiana : la stagione del Triplete
    Serie B, Coppa Italia e Supercoppa Italiana : la stagione del Triplete
    Il secondo anno in Prima Divisione inizia all'insegna dell'entusiasmo dovuto al grande obiettivo che la società aquilotta intende ottenere: la promozione in Serie B. Il nuovo direttore sportivo Moreno Zocchi e l'esperto tecnico Elio Gustinetti, chiamato alla guida delle Aquile dopo l'addio di Salvo Fulvio D'Adderio, riescono a portare nel Golfo dei Poeti numerosi giocatori importanti, scesi dalle categorie superiori per fare grande la piazza aquilotta. Iunco, Mastronunzio, Papini, Carobbio, Bianco, Russo, Madonna, Rivalta ed Evacuo sono solo alcuni dei nomi che approdano nel ritiro estivo di Santa Cristina in Val Gardena. La prima partita ufficiale arriva il 6 agosto, quando al Miro Luperi di Sarzana si gioca la Tim Cup, a causa dell'indisponibilità dell'Alberto Picco per la posa del nuovo terreno sintetico; l'avversario di turno è il Valle d'Aosta e lo Spezia si impone per 3 a 0, grazie alle reti di Papini e Iunco nel primo tempo e di Felice Evacuo nella ripresa, per la gioia dei numerosi tifosi aquilotti giunti nel vicino comune per festeggiare quella che, sulla carta, appare come una vera e propria corazzata, costruita per coronare i sogni del presidente Volpi e dell'intera città ligure. Con il passaggio del turno, lo Spezia si trova ad affrontare il Bari di mister Torrente al San Nicola; sono i galletti ad avere ragione degli uomini di Gustinetti solo allo scadere, quando, una rete di Masiello, evita i supplementari e regala il passaggio del turno alla formazione pugliese; Spezia comunque voglioso e determinato, che per nulla ha fatto vedere la categoria di differenza tra le due squadre.

    Il 4 settembre 2011 arriva il grande giorno dell'esordio in campionato e, sul nuovissimo manto erboso dell'Alberto Picco, gli aquilotti ospitano l'Andria, formazione sulla carta non irresistibile, che, nonostante il forcing di Iunco e compagni, riesce a bloccare sullo 0 a 0 i padroni di casa che in più di un'occasione sfiorano la rete. L'occasione per riscattarsi arriva la settimana seguente, l'11 settembre, quando gli aquilotti sono ospiti al Matusa di Frosinone, ma le reti di Iunco e Bianchi non bastano, e Russo si vede battere in ben tre occasioni. Il non brillante avvio in campionato sembra cambiare con il rotondo successo tra le mura amiche ai danni del Piacenza (3-0), ma nelle due seguenti trasferte, a Siracusa e Cremona, gli aquilotti incassano ben sei reti, non raccimolando nemmeno un punto, rimanendo a quota quattro punti in classifica dopo cinque gare. Questo score negativo costa caro al tecnico bergamasco: il 4 ottobre la società bianca comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore Elio Gustinetti. Il giorno seguente viene ufficializzato Michele Serena quale nuovo responsabile tecnico della prima squadra. La scossa data dalla società sembra funzionare: gli aquilotti si impongono brillantemente per 2 a 0 contro il Trapani, pareggiano a Lanciano e vincono contro il Pergocrema dell'indimenticato ex Guidetti, guadagnando posizioni in classifica e presentandosi al derby con la Carrarese nel migliori dei modi. Tuttavia il derby non va come previsto e, dopo essere passati in vantaggio con Bianco, gli aquilotti si vedono prima agganciare e poi superare dai padroni di casa grazie a due penalty concessi dal direttore di gara. Oltre alla sconfitta, gli aquilotti perdono anche Iunco a causa di un brutto intervento di Taddei dopo pochi minuti di gara, infortunio che consentirà all'attaccante brindisino di tornare a vestire una maglia da titolare solo il 12 dicembre, in occasione di Spezia-Triestina.
    La sconfitta nel derby passa comunque in secondo piano per gli avvenimenti che il 25 ottobre sconvolgeranno il territorio della provincia spezzina e la zona di Aulla: l'alluvione porterà via con sè vite umane, interi paesi, abitazioni, sogni e ricordi, lasciando negli occhi della gente tanta paura e rabbia, ma soprattutto la voglia di reagire e rinascere, cercando di tornare alla normalità il prima possibile. In questa drammatica situazione lo Spezia cerca di fare la propria parte, ma la prima gara è un tracollo inaspettato, soprattutto perchè arrivato al Picco, contro il Portogruaro dell'ex Herzan, squadra giovane e senza grosse ambizioni, capace però di imporsi per 2 a 0, facendo precipitare gli aquilotti in classifica. Nello Spezia sembra essersi inceppato qualcosa e nemmeno la seguente trasferta contro il fanalino di coda Feralpisalò riesce a riportare il sorriso sul volto degli uomini di mister Serena: un pareggio, 1-1, che non serve a nessuno e contribuisce a montare il malumore per una classifica decisamente lontana da quella che tutti si attendevano in estate. Nelle seguenti partite però, seppur senza risultati eclatanti, lo Spezia riesce ad ottenere una serie positiva di ben 11 risultati, che rilanciano le ambizioni aquilotte verso un campionato di vertice. Sebbene manchi il salto definitivo dato che nelle sfide dirette contro Barletta, Siracusa e Cremonese, tutte disputate tra le mura amiche, gli aquilotti non riescono ad andare oltre il pari, la continuità nel muovere la classifica, si rivelerà decisiva. Nel frattempo gli uomini di Michele Serena avanzano in Coppa Italia, battendo la Virtus Entella a Chiavari per 3 a 1, ed accedendo così al girone successivo assieme a Carpi e Spal, che gli aquilotti chiuderanno con due successi, ottendendo la possibilità di affrontare in semifinale il Foggia. Il 18 dicembre, le Aquile sono di scena a Latina per l'ultima giornata del girone di andata: le reti di Papini ed Evacuo, intervallate dal momentaneo pari di Babù, portano tre punti importantissimi nelle casse bianche; l'entusiasmo per l'importante vittoria viene spezzato all'alba del 19 quando giunge la notizia dell'arresto del centrocampista aquilotto Filippo Carobbio nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse. Il colpo è da ko, ma è quì che viene fuori il gruppo, che si compatta e si stringe, in maniera sobria, ad immagine e somiglianza di mister Serena. Il mercato di gennaio porta in dote Marotta, Ricci, Grauso, Mora e Guerra, mentre lasciano il golfo dei Poeti Mastronunzio, Ferretti ed Enow. 
    I sogni di gloria aquilotti, sembrano tuttavia tramontare con la sconfitta subita a Trapani, con i locali imprevedibili primi della classe alla vigilia del campionato, capaci di imporsi per 1 a 0 sugli aquilotti, mandando i bianchi a -11, apparentemente escludendoli dalla lotta per la promozione diretta. Tuttavia lo Spezia non molla, ed è proprio il tecnico veneziano a dichiarare, nel post-partita, che, fino a che la matematica non darà i suoi verdetti insindacabili, lo Spezia non smetterà di crederci. La filosofia è semplice: fare più punti possibili, gara dopo gara. Nelle due gare successive lo Spezia ha ragione di Lanciano e Pergocrema, bloccandosi poi nuovamente sull'1 a 1 nel derby casalingo con la Carrarese e nella trasferta di Portogruaro. Il 26 marzo, la Società decide per il cambio deciso di rotta: via il Direttore Sportivo Moreno Zocchi, dentro Nelso Ricci. Una carriera lunga 40 anni quella di Ricci, passata tra Pontedera, Siena, Livorno, Grosseto e Carrarese; proprio a Pontedera porta un giovane allenatore viareggino, destinato a scrivere la storia del calcio italiano e dell’Italia Nazionale, Marcello Lippi. L'impatto con la nuova realtà è forte, com'è tipico nel personaggio e l'intesa con mister Serena si fa ogni giorno più forte. Ma il mese di marzo porta in dono un graditissimo regalo al popolo bianco, ovvero la finale di Coppa Italia contro il Pisa, ottenuta grazie al netto successo per 6 a 0 nella semifinale di ritorno contro il Foggia, dopo l'1 a 0 patito nel match di andata. 
    Il 20 aprile, nel primo atto della finale, lo Spezia viene sorpreso dalla formazione toscana guidata dall'ex tecnico aquilotto Pane, cedendo per 1 a 0 nel match casalingo, dando così il via ad una forte contestazione da parte dei tifosi, che però di lì a pochi giorni verranno sorpresi da un incredibile finale di stagione. Infatti gli aquilotti vincono in extremis contro il Sud Tirol all'Alberto Picco, con un eurogol di Nicola Madonna ed ottengono i tre punti nella difficile trasferta di Barletta grazie ad una rete del bomber aquilotto Felice Evacuo, che chiuderà la stagione con ben quindici centri in campionato. Tuttavia i successi aquilotti non sarebbero sufficienti se il Trapani non lasciasse punti per strada, cosa che la formazione siciliana inizia a fare regolarmente a partire dalla 28a, ottenendo solo una vittoria, due pareggi e ben due sconfitte, sonanti, contro Portogruaro e Latina. Lo Spezia rivede così la luce e l'aggancio in vetta arriva alla penultima giornata, quando gli aquilotti riescono ad imporsi in quella che all'epoca di Mandorlini fu ribattezzata come la fatal Trieste, con il Trapani che in contemporanea impatta per 2 a 2 a Bolzano contro il Sudtirol: primo posto in concomitanza ed Aquile in vantaggio negli scontri diretti, forte della differenza reti contro la formazione siciliana. 

    La magica settimana aquilotta, iniziata con l'aggancio in vetta di Trieste, continua il 2 maggio con la conquista del primo trofeo dell'era Volpi, la Coppa Italia, vinta in casa degli storici rivali del Pisa grazie ad una doppietta di Simone Guerra, che consente ad una formazione aquilotta piena zeppa di giovani, di ribaltare il risultato dell'andata e poter festeggiare assieme ai propri tifosi giunti all'Arena Garibaldi la seconda Coppa Italia Lega Pro nella storia dello Spezia Calcio. Forti del successo in coppa, i ragazzi di mister Serena si presentano ad un nuovo appuntamento con la storia solo quattro giorni più tardi, quando, in un Picco completamente vestito di bianco, arriva il Latina, formazione in lotta per evitare i play-out. Dopo pochi minuti di gioco dalla Sicilia arrivano notizie di un Trapani già in vantaggio contro il fanalino di coda Virtus Bassano, mentre per gli aquilotti il compito sembra più ostico del previsto, con i laziali pronti a difendersi in tutte le maniere pur di non far gonfiare la rete ai padroni di casa. Tuttavia la rete arriva nella prima frazione ed è decisamente un gol straordinario, degno della sua importanza: l'autore è uno dei giocatori più attesi, il capitano Iunco, che si inventa un vero e proprio gioiello con controllo di testa a saltare l'uomo e parabola perfetta dai 25 metri che si infila all'incrocio non lasciando scampo al portiere pontino. Il gol ha l'effetto di sciogliere la resistenza degli ospiti che dopo poco capitolano di nuovo, questa volta grazie ad Evacuo. Nel secondo tempo tocca ad Ighli 'Eagle' Vannucchi arrotondare il risultato ed il restante tempo prima del fischio finale è solo una trepidante attesa verso il volo in serie B che mancava dalla stagione 2005/2006. 
    La vittoria del campionato consente agli aquilotti di prendere parte alla Supercoppa di Prima Divisione; avversario la Ternana, vincitrice del girone A. E' concreta la possibilità per la squadra del patron Volpi di ottenere un incredibile 'Triplete', risultato mai raggiunto da nessun'altra società. Il match di andata termina a reti inviolate, mentre in quello di ritorno, si assiste, un volta ancora dopo Coppa Italia e Campionato, al leive motive dell'intera stagione degli aquilotti, che vanno sotto, non si abbattono e rimontano: sono infatti gli ospiti a passare in vantaggio con Docente nella ripresa, ma la reazione aquilotta è veemente ed in venti minuti, un rigore di Evacuo prima, e la decisiva rete di Lucioni poi, consentono agli aquilotti di alzare il terzo trofeo stagionale che apre allo Spezia le porte della storia del calcio italiano. I primi, gli unici, indimenticabili.
  • Il ritorno nella serie cadetta
    Il ritorno nella serie cadetta
    Il ritorno nella serie cadetta porta nel Golfo dei Poeti rinnovato entusiasmo, con l'ambiente aquilotto in fermento fin dai mesi estivi per quella che si pensava potesse essere una stagione da matricola terribile e comunque del tutto differente dalle ultime due stagioni trascorse in serie B, dal 2006 al 2008, con la salvezza maturata ai playout contro il Verona e la retrocessione subita nella stagione successiva. Al timone della nave aquilotta viene confermato il tecnico del ‘triplete’, Michele Serena, che insieme al direttore sportivo Nelso Ricci, punta su un gruppo totalmente nuovo, confermando solo tre giocatori dalla stagione precedente, ovvero lo spezzino Lorenzo Lollo, il laterale Nicola Madonna ed il portiere Danilo Russo, ai quali vanno ad unirsi nomi altisonanti, come quello dell'esperto Marco Sansovini, bomber di razza reduce dalla promozione ottenuta con la maglia del Pescara di Zeman e futuro capitano spezzino, insieme a quelli di Stefano Okaka e Mirko Antenucci, attaccanti di primo piano con esperienze in piazze importanti come quelle di Roma e Torino. A centrocampo arrivano Andrea Bovo, bandiera del Padova, Filippo Porcari, a sua volta simbolo del Novara appena retrocesso dalla massima serie, Paolo Sammarco, una vita in Serie A con le maglie di Udinese, Sampdoria, Chievo e Cesena ed il fantasista Davide Di Gennaro, vero e proprio pezzo pregiato del mercato estivo. In difesa il nome internazionale è quello di Dorin Goian, nazionale rumeno, arrivato a vestire la casacca bianca dopo aver indossato quella dei Rangers di Glasgow nell'ultima stagione ed aver già militato nella massima serie del campionato italiano, con la maglia del Palermo. La stagione si apre con la sconfitta al terzo turno di Tim Cup per mano del Cagliari, ma lo Spezia non sfigura, cedendo solo nei minuti di recupero alla rete di Larrivey, che fissa il risultato sul 2 a 1 in favore della formazione sarda. Tuttavia è l'esordio in campionato ad entusiasmare il pubblico spezzino, grazie al successo per 2 a 1 ottenuto in un Picco vestito a festa, contro il ripescato Vicenza di mister Breda, costretto a soccombere sotto i colpi di un incredibile Marco Sansovini, capace di entrare sin da subito nel cuore dei tifosi spezzini. L'avvio di stagione è brillante, infatti dopo il successo alla prima, arrivano anche il pari contro la corazzata Hellas Verona al Bentegodi, oltretutto ottenuto in doppia inferiorità numerica, ed il rotondo successo casalingo con il quotato Brescia, ancora nel segno dell'inarrestabile capitan Sansovini. Purtroppo a partire dalla quarta giornata qualcosa cambia e la sconfitta di Ascoli è la prima di tre consecutive, conseguite senza aver segnato nemmeno una rete. Il ritorno al successo arriva alla 7a giornata, quando, ancora Sansovini, decide il delicato match contro la Reggina. Il turno successivo è apoteosi, con gli uomini di mister Serena impongono un sonoro 5-1 al Livorno, proprio a casa dello storico rivale, lanciato verso le zone alte della classifica. Tuttavia, dopo l'entusiasmante successo contro la formazione labronica, in tredici partite arrivano soltanto due vittorie, contro Crotone e Bari, e le Aquile si piazzano a metà classifica. Nonostante il successo ottenuto alla prima di ritorno contro il Vicenza, la società spezzina decide di affacciarsi alla lunga sosta di gennaio con un nuovo mister ed un nuovo direttore sportivo: la panchina viene affidata a Gianluca Atzori, mentre a gestire le operazioni di mercato viene chiamato Pino Vitale. Nella finestra di riparazione fanno rotta verso il Golfo dei Poeti il centrocampista Gianluca Musacci del Parma, il giovane uruguagio classe ’93, Nicholas Albarracin, l'esperto portiere Enrico Guarna dall'Ascoli ed il difensore Simone Romagnoli dal Pescara, mentre si registrano le partenze di Lorenzo Crisetig e di Matteo Mandorlini. L'avventura dell'ex tecnico doriano non è delle più durature, infatti dopo l'amaro esordio casalingo contro l'Hellas Verona, arriva un solo, rocambolesco, successo contro l'Ascoli: sotto di tre reti, i bianchi riescono nell’impresa di recuperare sino al 4-3 finale, con un capitano a mezzo servizio per un problema alla caviglia che, nonostante questo, mette a segno tre reti. La pesante débâcle interna contro il Novara, vittorioso per 6-0, porta all'esonero di Atzori dopo sole cinque giornate alla guida delle Aquile; al suo posto arriva a sedersi sulla panchina spezzina l'esperto Gigi Cagni, che con ben undici risultati positivi, tra cui il netto successo contro l'Empoli, futuro finalista playoff, riesce a portare la squadra aquilotta alla salvezza con una giornata di anticipo, eguagliando inoltre il record di punti in cadetteria della società spezzina nel dopo guerra.
  • I playoff e "l'invasione" di San Siro
    I playoff e
    Il secondo anno in serie cadetta dell’era Volpi inizia con grande entusiasmo e l’obiettivo dei playoff promozione infiamma l’ambiziosa piazza spezzina, che vede divenir sempre più concreta la possibilità di respirare in prima persona l’aria delle sfide importanti. Nel ritiro di San Vito di Cadore, lo Spezia riparte da Giovanni Stroppa, tecnico giovane, ma con già una panchina di serie A alle spalle, mentre la direzione sportiva viene affidata a Giancarlo Romairone, reduce dalla gratificante esperienza alla Pro Vercelli, riportata nella serie cadetta dopo ben 64 anni di assenza, mentre la rosa vede confermate poche pedine, infatti solo capitan Marco Sansovini, Paolo Sammarco, Nicola Madonna, Andrea Bovo, Filippo Porcari e Lorenzo Lollo, continuano la loro esperienza in maglia bianca dopo la stagione 2012-2013. Lo spogliatoio aquilotto vede arrivare giovani di belle speranze, come il portiere Nicola Leali in prestito dalla Juventus, così come l’islandese Magnusson ed il brasiliano Appelt, ma anche giocatori più esperti come i difensori Baldanzeddu, Lisuzzo, Migliore, Borghese e Ceccarelli, che torna a vestire per la terza volta in carriera la maglia bianca. A centrocampo arrivano nel Golfo dei Poeti giocatori esperti come il cileno Seymour, Rivas e Carrozza, mentre in attacco, sono Nicola Ferrari e Giulio Ebagua i colpi che alimentano i sogni del pubblico spezzino. La squadra del neo presidente Lamberto Tacoli, offre subito due prestazioni di grande spessore nei turni preliminari di Tim Cup, superando prima ai supplementari la Pro Patria, grazie alle reti di Lisuzzo, Ceccarelli, Sansovini ed Ebagua, e poi avendo ragione anche del Genoa, in un caldissimo derby estivo giocato in un ‘Picco’ delle grandi occasioni, deciso dalla strepitosa parata di Nicola Leali sul penalty dello specialista Lodi nella lotteria dei rigori, dopo che il match si era concluso sul 2 a 2, in seguito alle reti del campione del mondo Gilardino, di Sansovini, Ebagua e Lodi. L’inizio del campionato è datato 24 agosto, ma l’esordio non è dei migliori e tra le mura amiche arriva solo un pareggio a reti inviolate contro un non irresistibile Cittadella, mentre il primo successo arriva comunque nella giornata successiva, quando le Aquile espugnano Castellammare, imponendosi per 2 a 1. Nel frattempo Lollo e Porcari hanno fatto le valige in direzione Carpi e proprio nel terzo turno di campionato sono gli emiliani a presentarsi al ‘Picco’, espugnandolo con il risultato di 2 a 0. Nel girone di andata le Aquile non riescono mai a spiccare il volo, alternando risultati positivi , come il successo casalingo contro il Palermo, a battute d’arresto e vittorie mancate, entrando ed uscendo sistematicamente dalla zona playoff, così le notizie più belle arrivano dalla Coppa Italia, dove le Aquile guadagnano uno storico accesso agli ottavi di finale, dove incontreranno il Milan in quel di San Siro, dopo aver regolato anche il Pescara con un netto 3 a 0. Nel frattempo i vertici societari cambiano, infatti a fine novembre il Presidente Tacoli cede il posto al nuovo Direttore Generale Umberto Marino, che si insedierà a dicembre, ed in seguito alla sonora sconfitta di Varese del 14 dicembre, anche la parte tecnica subisce una variazione, con l’ex tecnico della Nazionale Under 21, Devis Mangia, fresco vice campione d’Europa, che prende il posto di Giovanni Stroppa. L’avvio del tecnico di Cernusco sul Naviglio è perfetto con le vittorie nelle prime due uscite contro Virtus Lanciano e Bari. A gennaio, con la riapertura del mercato, partono giocatori esperti come Marco Sansovini, Andrea Bovo, Martino Borghese e Luca Ceccarelli, ma arrivano giocatori di grande prospettiva come Matteo Bianchetti, Niko Datkovic , Savvas Gentsoglou, il fantasista Nicola Bellomo, Matteo Scozzarella e Pasquale Schiattarella a cui viene affidata la fascia di capitano Il 15 gennaio è di sicuro una data che difficilmente i tifosi aquilotti dimenticheranno, infatti è il giorno dello storico ottavo di finale disputato al ‘Meazza’ contro il Milan, con oltre 7000 tifosi spezzini arrivati nello storico impianto milanese per far sentire la propria voce. Lo Spezia, a 70 anni dalla leggendaria impresa dei VV.F. La Spezia contro il Grande Torino all’Arena di Milano (impresa commemorata con una targa presso l’impianto milanese), prova a compiere un nuovo miracolo. Ma il Milan, fresco dell’esonero di mister Allegri, vuole ben figurare davanti al nuovo tecnico Seedorf presente in tribuna; i rossoneri trovano il doppio vantaggio già nella prima frazione di gioco con Robinho e Pazzini e chiudono virtualmente il match in avvio di ripresa grazie al sigillo del neoacquisto Honda. Tuttavia i tifosi aquilotti non smettono mai di sostenere la squadra di mister Mangia e i propri colori; tanto calore trova il giusto premio al 90’ con la rete della bandiera siglato da Nicola Ferrari. Il boato al momento della rete resterà per sempre tra le pagine più belle dello Spezia Calcio, con un pallone materialmente calciato dall’attaccante aquilotto, ma sospinto in fondo alla porta di Abbiati dalla passione dei tifosi spezzini, un gol che dal punto di vista del risultato non è servito a molto, ma che dal punto di vista sentimentale rimane impagabile. L’esperienza di mister Mangia nel Golfo dei Poeti prosegue con risultati altalenanti, sicuramente positivi in trasferta, ma è al ‘Picco’ che lo Spezia fatica a trovare continuità. Alla penultima di campionato, grazie al successo casalingo ottenuto contro il Bari, i bianchi riescono comunque ad entrare nella zona playoff, giocandosi il tutto per tutto nell’insidioso match del ‘Francioni’ di Latina. Lo 0-0 maturato presso l’impianto pontino, insieme alla sconfitta del Siena a Varese, con decisivo errore di Rosina dal dischetto nel finale, regala alle Aquile lo storico traguardo degli spareggi per la massima serie. I bianchi saranno di scena al ‘Braglia’ di Modena, ospiti della formazione guidata da Alfredo Novellino, classificatasi al quinto posto al termina del campionato. La vittoria è l’unico risultato possibile per continuare la cavalcata da sogno, ma una rete di Signori prima del 90’ condanna all’eliminazione i bianchi. Quella dello Spezia rimane comunque una stagione da ricordare, nella quale sono state gettate le basi per un futuro importante, un futuro che ripartirà dalla storica terza partecipazione consecutiva del club aquilotto alla Serie B.

    Il terzo anno consecutivo in cadetteria inizia con la nomina a Direttore Sportivo di Guido Angelozzi, mentre la guida tecnica della Prima Squadra viene affidata al croato Nenad Bjelica, all’esordio nel calcio italiano e reduce dall’esperienza in Champions League con l’Austria Vienna. Con l’avvento sulla panchina aquilotta del tecnico di Osijek, lo spogliatoio spezzino diventa sempre più internazionale, infatti nel Golfo dei Poeti arrivano lo spagnolo Juande, gli argentini Valentini e Chichizola, il montenegrino Marko Bakic ed i croati Situm e Milos, che vanno a rimpinguare la colonia croata già composta da Culina e Datkovic, ai quali si aggiungono i nuovi arrivati italiani, come Filippo De Col, Gennaro Acampora, Roberto Gagliardini, Timothy Nocchi, Juri Cisotti e Matteo Ardemagni. Le Aquile lavorano duramente nel ritiro di Moena e fin dalle prime settimane è evidente la ventata di novità portata in Italia da mister Bjelica, infatti la metodologia del tecnico di Osijek è molto differente rispetto a quella solitamente applicata nel calcio della Penisola, con una maggiore attenzione al pallone e all’aspetto psicologico di ciascun elemento, piuttosto che al semplice e prolungato lavoro a secco. 
    Le sfide amichevoli sono un crescendo di prestazioni maiuscole, nelle quali si mette subito in mostra uno scatenato Andrea Catellani, sistematicamente in gol nelle prime uscite e rivitalizzato dalla fiducia riposta nei suoi confronti da mister Bjelica, mentre nella prima uscita ufficiale è il terzino De Col a siglare il gol vittoria, quello che consente ai bianchi di superare in Tim Cup, sul terreno del “Picco”, il Lecce. Tuttavia, a differenza della stagione precedente, il cammino in Coppa Italia si conclude al terzo turno, quando le Aquile cadono nei tempi supplementari al “Curi” di Perugia, con i padroni di casa vittoriosi per 2 a 1 e con lo stesso risultato termina anche l’esordio in campionato, con il Varese vittorioso tra le mura amiche dell’ “Ossola”. Negli ultimi giorni di mercato arrivano anche l’esperto centrale difensivo Felice Piccolo ed i centrocampisti croati Dario Canadjija e Josip Brezovec, quest’ultimo leader del Rijeka e subito protagonista all’esordio con la maglia bianca nella seconda giornata di campionato, con lo Spezia che supera il Frosinone ed il numero 30 aquilotto che guadagna la standing ovation dell’impianto di Viale Fieschi. 
    Nonostante prestazioni sempre convincenti, l’avvio di stagione vede gli aquilotti faticare a decollare, ma a partire dalla nona giornata i bianchi inanellano una serie di risultati positivi che proietta la formazione di mister Bjelica nella parte alta della graduatoria, grazie anche a successi prestigiosi come quello sul Catania al “Picco” oppure quello nel derby con il Livorno al “Picchi”, deciso da Catellani, sempre più arma letale dell’attacco spezzino. Il girone d’andata si chiude con il rotondo successo ottenuto al “San Nicola” di Bari e con le Aquile in quarta posizione, ad una sola lunghezza dal duo composto da Bologna e Frosinone e per confermarsi nelle prime posizioni, sono diversi i movimenti nel mercato di gennaio, infatti nel Golfo dei Poeti arrivano il fantasista spagnolo Miguel De Las Cuevas, l’esperto attaccante brasiliano Nenè, gli esterni offensivi Zoran Kvrzic ed Alen Stevanovic oltre ai difensori Matteo Bianchetti, un ritorno per lui, Antonio Luna e Matija Katanec, mentre partono Ebagua, Ardemagni, Schiattarella, Sammarco, Ceccarelli e Culina. 
    Il girone di ritorno non inizia nel migliore dei modi, infatti la prima vittoria arriva soltanto alla sesta giornata contro il Modena, in una gara spettacolare finita sul 3 a 2 per gli uomini di mister Bjelica, ma gli aquilotti non si scompongono e con il passare delle giornate risalgono la china a suon di gol, così dopo aver battuto tra le altre il Livorno per 3 a 0, i bianchi chiudono la regular season al quinto posto in classifica, ad una sola lunghezza dal duo composto da Vicenza e Bologna, con ben 67 punti raccolti, record in Serie B con la regola dei tre punti, risultato che garantisce alle Aquile l’accesso al turno preliminare playoff, da disputare tra le mura amiche contro l’Avellino. 
    In un Picco infuocato, martedì 26 maggio gli uomini di mister Bjelica scendono in campo contro la formazione irpina, ma al termine di un’estenuante gara durata 120’, sono gli ospiti a festeggiare il passaggio del turno, forti della rete siglata da Comi nel primo tempo supplementare, dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sull’1 a 1 grazie alle reti di Zito e Brezovec.
  • Ad un passo dal sogno
    Ad un passo dal sogno
    La stagione 2015-2016 inizia ancora nel segno di Nenad Bjelica, confermato al timone delle Aquile dopo l’esaltante stagione precedente ed insieme al tecnico croato restano nel Golfo dei Poeti numerosi protagonisti della stagione precedente, dal capocannoniere Andrea Catellani all’esperto Nenè, dagli argentini Chichizola e Valentini, ai croati Brezovec, Milos, Situm e Canadjija, mentre a guida dell’area tecnica viene promosso Igor Budan, già vice DS con Guido Angelozzi, passato nel frattempo al Sassuolo. In un collettivo già collaudato, il ritiro di Santa Cristina Valgardena vede anche gli arrivi di Sergio Postigo, Ivan Martic, Karim Rossi e Marijan Coric, seguiti da quelli di Claudio Terzi, Krisztian Tamas, Simon Sluga, Josip Misic, Paulo Azzi, Jon Errasti e dell’ “Arciere” Emanuele Calaiò nel periodo immediatamente successivo, consegnando a Nenad Bjelica una formazione di spessore che fin dalle prime uscite raccoglie consensi e risultati, eliminando nei primi due turni di TIM Cup sia il Brescia che il Frosinone, quest’ultimo neopromosso in Serie A.

    Tuttavia, nonostante le premesse, l’esordio in campionato non è dei migliori, infatti i bianchi cadono al “San Nicola” di Bari al termine di una rocambolesca partita chiusa sul 4 a 3 per i padroni di casa ed anche il secondo match della regular season non porta i tre punti sperati, con la Pro Vercelli che al “Picco” blocca gli aquilotti sull’ 1 a 1. Il primo successo arriva nel terzo turno, con gli uomini di Nenad Bjelica che si impongono all’inglese sul campo della Salernitana, ottenendo la prima di tre vittorie consecutive che proiettano i bianchi verso i vertici della classifica, tanto che al termine della settima giornata Terzi e compagni occupano la seconda posizione al pari del Crotone e due punti dietro alla corazzata Cagliari.

    E’ così che lo Spezia si presenta alla sfida del “Manuzzi” il 19 ottobre 2015, ma quella disputata nell’impianto cesenate sarà una partita tutt’altro che memorabile, con gli aquilotti che dopo l’illusorio vantaggio firmato da Postigo, vengono sconfitti dai padroni di casa del Cesena con un netto 5 a 1, risultato che segna l’inizio di una serie di gare senza vittorie che culminano nella sconfitta di misura sul terreno del “Piola” di Novara in occasione del 14° turno, ko che porta all’esonero di Nenad Bjelica e del suo staff. Al posto del tecnico croato, chiamato dal neo Direttore Sportivo Pietro Fusco, arriva sulla panchina aquilotta Domenico Di Carlo, affermato tecnico del panorama italiano con alle spalle esperienze importanti in Serie A sulle panchine di Parma, Chievo Verona, Sampdoria, Livorno e Cesena, che porta con sé il vice Claudio Valigi, il preparatore atletico Lorenzo Riela ed il collaboratore tecnico Martino Sofia.

    L’avventura in riva al Golfo dei Poeti del tecnico cassinate inizia con la sfida casalinga del 27 novembre contro la capolista Crotone, con i pitagorici capaci di imporsi soltanto grazie ad un penalty realizzato nella prima frazione, ma dalla gara seguente i bianchi tornano a fare punti, prima pareggiando in casa del Pescara e poi ottenendo due successi consecutivi ai danni di Vicenza e Latina. Il girone di andata si chiude con il ko di Ascoli preceduto da due pareggi, ma il mese di dicembre porta anche in dote il successo nel Quarto Turno di TIM Cup contro la Salernitana, successo che spalanca le porte degli Ottavi di Finale in casa della Roma di Rudi Garcia. Il 16 dicembre gli aquilotti, seguiti da ben 4000 tifosi, scendo sul manto erboso dell’ “Olimpico”, ma quella che sembrava solo una formalità per la formazione capitolina, si trasforma in una vera e propria impresa per gli uomini di Mimmo Di Carlo, che dopo aver tenuto il campo con grande personalità per ben 120’, staccano il pass per uno storico Quarto di Finale, superando i giallorossi ai calci di rigore e scrivendo così una nuova bellissima pagina della storia del club spezzino.

    Il mercato di gennaio porta in Liguria fin dal primo giorno utile giocatori importanti come Nico Pulzetti, Antonio Piccolo ed il rientrante Filippo De Col, oltre a Daniele Sciaudone e David Okereke arrivati negli ultimi giorni, mentre partono Josip Brezovec, Mato Milos, Paulo Dentello Azzi, Karim Rossi, Marijan Coric, Miguel De Las Cuevas. La prima gara del 2016 vede lo Spezia impattare al “Picco” con il Bari, mentre nell’attesissimo Quarto di Finale di TIM Cup è l’Alessandria a fare lo sgambetto agli aquilotti, approfittando del calo fisico degli uomini di Mimmo Di Carlo, costretti a fare i conti con i duri carichi di lavoro svolti nel mini ritiro invernale. Il colpo sembra poter abbattere un elefante, ma le Aquile si dimostrano forti e determinati, tornando subito in campo con grande voglia ed ottenendo un’impressionante serie di undici risultati utili consecutivi che proiettano nuovamente Terzi e compagni nei quartieri nobili della classifica. Il 26 marzo, in occasione della gara casalinga contro il Trapani, i bianchi tornano a conoscere il sapore amaro della sconfitta, ma già dal turno successivo i tre punti muovono nuovamente la classifica, con i bianchi capaci di espugnare il “Sant’Elia” di Cagliari e di ripetersi una settimana più tardi tra le mura amiche contro il Novara. Al termine di un girone di ritorno nel quale gli aquilotti hanno totalizzato ben quaranta dei sessantasei punti raccolti, i bianchi chiudono in settima posizione, unica squadra a centrare per tre anni consecutivi l’accesso ai playoff promozione.

    L’avversario di turno è il Cesena di Massimo Drago, sesto classificato mai battuto nei due incontri avvenuti nella regular season e vera corazzata tra le mura amiche, ma il 24 maggio è lo Spezia a compiere una grandissima impresa, imponendosi per 2 a 1 sul terreno del “Manuzzi” grazie all’autogol di Renzetti ed alla rete dello spagnolo Sergio Postigo, guadagnando così l’accesso ad una storica semifinale playoff contro la terza classificata della stagione regolare, ovvero il Trapani di Serse Cosmi.

    Il 28 maggio gli aquilotti scendono in campo in un “Picco” completamente esaurito e colorato di bianco, ma nonostante una gara gagliarda, sono i siciliani ad imporsi di misura grazie alla rete messa a segno nella ripresa da Coronado, mentre nel match di ritorno gli uomini di mister Cosmi guadagnano l’accesso alla finalissima grazie ad un nuovo successo ai danni dei bianchi, questa volta per 2 a 0, grazie al rigore trasformato ad inizio ripresa dall’ex Scozzarella ed al sigillo in extremis di Citro. Tuttavia gli applausi dei tifosi aquilotti arrivati numerosi sino in Sicilia hanno sottolineato una volta di più il grande cammino della truppa di mister Di Carlo, un gruppo che ha saputo reagire alle difficoltà con professionalità e grinta, dimostrando attaccamento alla causa e spirito di sacrificio, caratteristiche che hanno portato i bianchi a tagliare un traguardo storico, consapevoli che il sogno più bello è soltanto rimandato.
Risultati
Classifica
 

1° - Play Off - Serie B ConTe.it 2016 - 2017

22/05
Cittadella - Carpi
1 - 2
 

Serie B ConTe.it 2016 - 2017

  • Spal
    78
    Hellas Verona
    74
    Frosinone
    74
    Perugia
    65
    Cittadella
    63
    Carpi
    62
    Spezia
    60
    Novara
    56
    Salernitana
    54
    Virtus Entella
    54
  • Bari
    53
    Cesena
    53
    Brescia
    50
    Ascoli
    49
    Pro Vercelli
    49
    Ternana
    49
    Trapani
    44
    Vicenza
    41
    35